lunedì 30 novembre 2009

Mtm, un caso nazionale...eccetto che a Livorno



Da SenzaSoste



La situazione della Mtm, fabbrica che da oltre un anno si è insediata nell'area livornese, è diventata un caso nazionale, anzi un simbolo nazionale. Oltre 400 operai e solo 10 assunti, gli altri che girano trimestralmente o semestralmente per varie agenzie interinali a rotazione. Insomma, anche Repubblica e L'Espresso la definiscono un caso da record con quasi il 90% di precari. Solo a Livorno, anzi Livorno la Rossa come piace a tanti che vivono nei miti, sembra essere considerata una cosa tollerabile o quasi. A maggio con una nostra intervista ad un operaio riuscimmo a smascherare questa vergogna che fino a quel momento era stata nascosta da tutti, anche dai sindacati. Poi dopo 4 mesi il Tirreno uscì con un falso scoop e con toni da indignazione. Indignazione durata appena un giorno perchè stamani Il Tirreno descrivendo Livorno come nuova capitale del montaggio di impianti a gas con le nuove assunzioni della Mercurio, accompagna con toni quasi giustificatori la situazione di Mtm. Insomma, Il Tirreno è rientrato nei ranghi e si prepara a servire insieme all'amministrazione il nostro territorio e i nostri diritti a chiunque, basta che porti lavoro. Una mentalità che colloca il nostro territorio in una spirale verso il basso in cui vengono regalati salute, diritti e inquinamento in modo del tutto acritico con la scusa della crisi. Con questa mentalità va a finire che grazie alla crisi alla fine riescono a abrogare lo Statuto dei Lavoratori senza bisogno di una legge.

Il prossimo giovedì 3 dicembre ci sarà un'assemblea sindacale in fabbrica convocata in fretta e furia da Cgil, Cisl e Uil per paura che il malumore degli operai fosse intercettato dai Cobas che hanno volantinato fuori dalla fabbrica. I Cobas, contattati da alcuni lavoratori, hanno chiesto ai sindacati confederali di poter partecipare a quell'assemblea. Al momento non hanno ricevuto risposta ma dalla sede del sindacato di base di Pisa e di Livorno non si danno pervinti: "Anche se non ci accetteranno a quell'assemblea continueremo a seguire le vicissitudini di quella fabbrica. Non è una questione solo di contratti, ma anche di ritmi di lavoro, di pause, di mensa. C'è un solo fornellino a microonde per oltre 400 operai. Se uno lo racconta in molti non ci credono". L'azienda si giustifica dicendo che ha bisogno di tempo per consolidarsi e che non sa se il governo prorogherà in Fiananziaria l'incentivo al gas. E poi fa capire che tanto con la legge Biagi può fare cosa le pare. I sindacalisti Cobas rispondono così: "Se anche fosse vero, noi poniamo una domanda. Di quanto diminuirebbero gli ordini se non ci fosse l'incentivo sul gas? 50%? 70%?. Ok, quindi significa che su oltre 400 operai, 150/200 possono essere assunti anche subito perchè altrimenti un'azienda con il 2,5% di personale assunto non ha senso di esistere o di stare sul mercato a prescindere dagli incentivi". red. 28 novembre 2009

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