comitatolottalavoro@gmail.com
Il prossimo anno non sarà migliore di quello che sta finendo. La crisi continuerà a colpire i lavoratori e le loro famiglie. In Toscana il 2009 si chiuderà con 45 mila posti di lavoro in meno. La percentuale dei disoccupati si avvicina sempre di più al 10% anche nella nostra regione. Livorno e la sua provincia, che negli anni passati hanno già perso gran parte del loro tessuto industriale, vedono chiudere o ristrutturare ulteriormente altre aziende.
Quando aumenta la disoccupazione, la situazione diventa più brutta anche per chi ha la fortuna di lavorare. Per paura di perdere un posto di lavoro che nelle condizioni di oggi appare un privilegio, si è costretti ad accettare condizioni altrimenti inaccettabili. Aumenta la precarietà, aumentano, nei luoghi di lavoro, i soprusi e le prepotenze dei datori di lavoro.
A parole tutti dicono di voler fare qualcosa. Intanto c´è chi continua a pagare senza che la cosa faccia notizia. Ci sono operai che attendono che si "conceda" loro la cassa integrazione in deroga e che, nel frattempo, si devono fare la paga attingendo dal proprio TFR. Ci sono di quelli che si trovano semplicemente in mezzo alla strada senza un centesimo. Ci sono giovani e uomini e donne di tutte le età che hanno disperato bisogno di un lavoro e non trovano niente.
Gli stanziamenti a sostegno delle famiglie, di cui tanto si parla, sono un´inezia di fronte al fiume di denaro che lo stato e le amministrazioni regionali destinano alle imprese. I soldi ci sono ma vanno solo in una direzione.
Si deve fare qualcosa! Qualcuno dice: "Dovrebbero pensarci i sindacati". È vero, ma non ci pensano o non ci pensano abbastanza. Nella nostra città, non si è fatto uno sciopero generale per il lavoro e si continua a lasciare isolati gli uni dagli altri gli operai di ogni azienda in crisi. Per ora non si è nemmeno tentato di impostare una vertenza cittadina per garantire un reddito decoroso a chi perde il lavoro. Forse le cose cambieranno, forse alle grandi manifestazioni nazionali, ai comizi e ai discorsi in TV seguiranno azioni concrete. Forse.
Nel frattempo noi, i diretti interessati, i lavoratori, i precari, i disoccupati, dobbiamo far sentire la nostra voce. Uniamoci e impariamo ad organizzarci! Le cose potranno cambiare solo se sapremo imporlo.
Quando aumenta la disoccupazione, la situazione diventa più brutta anche per chi ha la fortuna di lavorare. Per paura di perdere un posto di lavoro che nelle condizioni di oggi appare un privilegio, si è costretti ad accettare condizioni altrimenti inaccettabili. Aumenta la precarietà, aumentano, nei luoghi di lavoro, i soprusi e le prepotenze dei datori di lavoro.
A parole tutti dicono di voler fare qualcosa. Intanto c´è chi continua a pagare senza che la cosa faccia notizia. Ci sono operai che attendono che si "conceda" loro la cassa integrazione in deroga e che, nel frattempo, si devono fare la paga attingendo dal proprio TFR. Ci sono di quelli che si trovano semplicemente in mezzo alla strada senza un centesimo. Ci sono giovani e uomini e donne di tutte le età che hanno disperato bisogno di un lavoro e non trovano niente.
Gli stanziamenti a sostegno delle famiglie, di cui tanto si parla, sono un´inezia di fronte al fiume di denaro che lo stato e le amministrazioni regionali destinano alle imprese. I soldi ci sono ma vanno solo in una direzione.
Si deve fare qualcosa! Qualcuno dice: "Dovrebbero pensarci i sindacati". È vero, ma non ci pensano o non ci pensano abbastanza. Nella nostra città, non si è fatto uno sciopero generale per il lavoro e si continua a lasciare isolati gli uni dagli altri gli operai di ogni azienda in crisi. Per ora non si è nemmeno tentato di impostare una vertenza cittadina per garantire un reddito decoroso a chi perde il lavoro. Forse le cose cambieranno, forse alle grandi manifestazioni nazionali, ai comizi e ai discorsi in TV seguiranno azioni concrete. Forse.
Nel frattempo noi, i diretti interessati, i lavoratori, i precari, i disoccupati, dobbiamo far sentire la nostra voce. Uniamoci e impariamo ad organizzarci! Le cose potranno cambiare solo se sapremo imporlo.
Martedì 24 novembre ore 21.15 alla circ.2 scali finocchietti incontro aperto con i lavoratori del coordinamento di Ascoli e di Milano per confrontare le esperienze di diverse realtà lavorative e trovare nell´unione la forza per cambiare
0 commenti:
Posta un commento