«Vogliamo la cassa integrazione che ci è stata promessa»
LIVORNO. Un centinaio di precari, licenziati nelle settimane scorse dalla Mtm, ieri pomeriggio hanno manifestato davanti alla fabbrica bloccando per un paio di ore l´ingresso dell´Interporto di Guasticce. Fischietti, slogan, striscioni, il tutto davanti alle telecamere di "Annozero" che hanno ripreso la protesta: le immagini saranno proiettate in una delle prossime puntate.
Dopo aver sciolto il blocco, alcuni lavoratori sono entrati negli uffici della Mtm, nella palazzina direzionale dell´interporto, e hanno affisso alla finestra uno striscione, ben visibile dalla superstrada: «Vergogna: gli ex precari Mtm». Assenti i sindacati, al presidio c´erano i Cobas e alcuni esponenti della sinistra (Mazzola, Trotta). All´uscita dal turno, i lavoratori della Mtm rimasti in azienda, tutti a tempo determinato o indeterminato, hanno fraternizzato con i precari, partecipando al presidio. Non si sono visti invece i dirigenti dell´azienda: temevano la contestazione, nonostante la nutrita presenza delle forze dell´ordine.
«Per una città come Livorno cento giovani che manifestano sono un bel risultato» commenta Omar Franconi dei Cobas livornesi.
I precari si sono piazzati davanti all´ingresso dell´interporto, che è anche quello della fabbrica, e hanno bloccato l´ingresso e l´uscita dei mezzi. Flebili le proteste dei camionisti per le code rispetto alla determinazione dei manifestanti. Che hanno raccontato alla troupe di Annozero la loro esperienza nella fabbrica del gpl auto: i continui rinnovi di contratti atipici, le promesse disattese, le intimidazioni subite dai dirigenti aziendali. «Non rinunceremo facilmente alla cassa integrazione che ci è stata promessa - hanno spiegato - Inoltre vogliamo che noi precari siamo i primi a rientrare in fabbrica rispettando criteri di anzianità e scadenze contrattuali».
Una nutrita delegazione di precari mercoledì sarà in Regione dove si svolgerà un incontro fra le istituzioni sulla vertenza Mtm: al tavolo però, a quanto pare, non ci saranno nè la Mtm nè le agenzie di lavoro.
C.M.
(Tratto da Il Tirreno di Livorno, 10-04-2010)
Dopo aver sciolto il blocco, alcuni lavoratori sono entrati negli uffici della Mtm, nella palazzina direzionale dell´interporto, e hanno affisso alla finestra uno striscione, ben visibile dalla superstrada: «Vergogna: gli ex precari Mtm». Assenti i sindacati, al presidio c´erano i Cobas e alcuni esponenti della sinistra (Mazzola, Trotta). All´uscita dal turno, i lavoratori della Mtm rimasti in azienda, tutti a tempo determinato o indeterminato, hanno fraternizzato con i precari, partecipando al presidio. Non si sono visti invece i dirigenti dell´azienda: temevano la contestazione, nonostante la nutrita presenza delle forze dell´ordine.
«Per una città come Livorno cento giovani che manifestano sono un bel risultato» commenta Omar Franconi dei Cobas livornesi.
I precari si sono piazzati davanti all´ingresso dell´interporto, che è anche quello della fabbrica, e hanno bloccato l´ingresso e l´uscita dei mezzi. Flebili le proteste dei camionisti per le code rispetto alla determinazione dei manifestanti. Che hanno raccontato alla troupe di Annozero la loro esperienza nella fabbrica del gpl auto: i continui rinnovi di contratti atipici, le promesse disattese, le intimidazioni subite dai dirigenti aziendali. «Non rinunceremo facilmente alla cassa integrazione che ci è stata promessa - hanno spiegato - Inoltre vogliamo che noi precari siamo i primi a rientrare in fabbrica rispettando criteri di anzianità e scadenze contrattuali».
Una nutrita delegazione di precari mercoledì sarà in Regione dove si svolgerà un incontro fra le istituzioni sulla vertenza Mtm: al tavolo però, a quanto pare, non ci saranno nè la Mtm nè le agenzie di lavoro.
C.M.
(Tratto da Il Tirreno di Livorno, 10-04-2010)
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